In 4200 al via della manifestazione ciclistica con il più alto tasso di crescita al mondo. E per la prossima edizione previsti in 5000 al via.
Abbiamo partecipato sin dalla prima edizione. Era il 2021, Istria300 aveva dovuto rimandare di un anno il proprio esordio, e partimmo in 850. In Istria non avevo mai padalato. Ero andato diverse volte in vacanza a Porec, che ha saputo costruire un'accoglienza alberghiera di prim'ordine, in un ambiente naturale preservato al meglio e all'interno di paesaggi che è impossibile non amare. Sono tre i colori fondamentali: il verde, della natura e delle coltivazioni, il rosso, della terra, e naturalmente il blu di un mare pulito, cristallino. Nel 2021, l'esordio in bici su territori interni, in una nuova manifestazione che da subito mi sembrò davvero ben organizzata.
Strade chiuse al traffico per 12 ore, un sogno. Segnalazioni precise per qualsiasi possibile pericolo per i ciclisti, dai cartelli per le discese pericolose, dossi e rotaie, fino alla vernice spray a segnalare screpolature o buche nell'asfalto, comunque poche. Ristori assolutamente godibili. Insomma, tutto quello che dovremmo attenderci da una granfondo ben organizzata, che non tutte, anche tra le nuove nate, sono in grado di offrire.
Anno dopo anno, Istria300 ha saputo innalzare sempre di più i propri standard, ed ha visto di pari passo crescere il numero degli iscritti, anche provenienti dall'Italia. Un successo meritato, sancito non solo dal numero degli iscritti, ma anche da quello delle aziende presenti nel villaggio della manifestazione.
Lo scorso settembre, eravamo in 4200 al via, e per la prossima edizione, il 3 ottobre 2026, si punta decisi ai 5000 iscritti, uno degli obiettivi che gli ottimi organizzatori avevano posto nel proprio target.
Le distanze? Da sempre tre, con la più breve passata da 160 a 135 km, e le altre due, 209 e 300, rimaste immutate. Proprio su queste ultime due, abbiamo raccolto le testimonianze di due atlete italiane, Annalisa Prato e Michela Santini, che hanno conquistato il secondo posto proprio nelle prove regina. Sono loro a raccontarci la propria esperienza, non solo legata alla gara, ma atutta la manifestazione ed anche al territorio che le ha, e ci ha, ospitato.
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